Usare o non usare la fresa: cosa c’è da sapere

L’onicotecnica che decide di intraprendere questa strada professionale, magari dopo alcuni mesi di faticoso lavoro, inizia a valutare se usare o non usare la fresa.

Infatti, questo strumento è protagonista di molte discussioni, poiché non tutti, sia tecnici che clienti stessi, sono favorevoli al suo utilizzo.

Allora vediamo insieme perché usare o non usare la fresa.

Dal punto di vista dell’operatore…

Per il tecnico che si trova al bivio dell’imparare a usare o non usare la fresa, ci sono diversi aspetti da tenere in considerazione.

usare o non usare la fresa

La fresa, indipendentemente dal modello e dalle caratteristiche fornite,  permette di ridurre notevolmente i tempi di lavoro. Una volta che si è diventati pratici, si possono effettuare refill in addirittura 45 minuti, senza penalizzare ovviamente la qualità del lavoro svolto.

I movimenti rapidi realizzati dalla fresa vanno a sostituire per la maggior parte, quelli che svolgerebbe l’operatore manualmente con la lima classica. E, potrà sembrare esagerato, ma negli anni si è visto una sostanziale riduzione dei problemi di tunnel carpale dovuti alla professione. 

Infatti, ripetere costantemente e per molte ore al giorno, lo stesso movimento, può creare degli scompensi non da poco. Dunque utilizzare come ausilio apparecchiature elettriche come la fresa fa in modo di non sovraccaricare gli arti. Inoltre, evita di imbattersi in dolori e infiammazioni fastidiose, che possono peggiorare nel tempo e  a volte costringere a ricorrere ad interventi chirurgici.

Naturalmente all’inizio per imparare a utilizzare efficacemente e senza arrecare danno alcuno ad altre persone, è necessario investire tempo e denaro. Ma questi saranno ripagati certamente con l’esaudire più richieste in meno tempo e quindi: 

usare o non usare la fresa

Dunque qual ‘è allora il discorso controverso sull’usare o non usare la fresa?

Non è il rumore dell’apparecchio stesso (sebbene in molte clienti possa rievocare lo stesso rumore di quello del dentista, quindi affatto piacevole) , o il fatto che possa oscurare il lato “artigianale” del servizio offerto, quanto più che altro il discorso della polvere che viene prodotta.

Ma qui per approfondire questo discorso, rimando all’articolo in homepage in cui già ne ho parlato.

Dal punto di vista del cliente…

Sempre per il discorso della polvere che viene prodotta, il cliente teme di incorrere in problematiche respiratorie legate all’inspirazione di queste polveri sottili. E inoltre, cosa più “futile” ma non meno importante, di impolverare e sporcare i propri abiti. E ad aggiungersi, le vibrazioni avvertite durante il passaggio della fresa sull’unghia, possono dar fastidio e provocare bruciore, tanto da far credere che si stia danneggiando l’unghia naturale. 

Purtroppo, abuso di punte aggressive (e incompetenza dell’operatore!!!)  ha portato anche a traumatizzare l’unghia naturale. E’ quindi del tutto comprensibile la paura della cliente che magari ne è rimasta coinvolta. 

E’ dunque importante spiegare:

  • come avviene l’azione meccanica della fresa
  • utilizzare punte di materiale duro, che resiste meglio al calore
  • “anticipare” con tranquillità e competenza quello che potrebbe accadere durante l’uso, sottolineando quanto l’effetto sia momentaneo e non permanente sull’unghia.

Corsi per imparare ad usare la fresa

E per avere una buona preparazione a riguardo, e poter risponde ai vari dubbi che il cliente può sottoporre, è sicuramente opportuno frequentare corsi per imparare ad usare la fresa

usare o non usare la fresa

Ricordo ancora come è possibile ovviare parzialmente, se non quasi totalmente, allo “svolazzare” della micro-polvere.

Si può utilizzando ventole di aspirazione potenti e areando bene il locale in cui si lavora.

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